Il giallo dell’hard a Milano

Il giallo dell’hard a Milano
Dopo la polemica sulla scultura «fallica» in corso Indipendenza, a indignare i cittadini è un’altra opera dal contenuto erotico. Da circa un mese infatti c’è una statua posta tra corso Garibaldi e corso Como, affianco ai casini di piazza XXV aprile che ritrae un uomo con in braccio una bambola gonfiabile... Continua »
novembre 30, 2014

Milano è una favola

Milano è una favola
Sarà probabilmente il grigiore milanese,  alle volte un po’ malinconico, a dare spazio alla mente per vagare, fare voli pindarici e lasciarsi trasportare della fantasia e, verosimilmente,  è proprio questa fuga quotidiana dalla realtà che ha ispirato vari artisti nel creare le opere di cui vi parlerò oggi e che... Continua »
novembre 27, 2014

Ca…voli amari per il Comune di Milano

Ca…voli amari per il Comune di Milano
Oggi abbandoniamo l’ambito storico e architettonico del passato per trattare un tema di attualità che sta scatenando infiniti dibattiti sul web e non solo: l’installazione di un gruppo scultoreo nei Giardini di Corso Indipendenza. Vi chiederete cosa ci sia di male nel portare arte all’interno di uno spazio pubblico…sono sicura... Continua »
novembre 25, 2014

Anime (e chiese) gemelle: Milano è anche romantica.

Anime (e chiese) gemelle: Milano è anche romantica.
  Oggi vi voglio parlare di una storia romantica: due anime così gemelle da arrivare a costruire…due chiese gemelle! In realtà le chiese sembrano due ma sono una sola: si tratta di Santa Maria Incoronata, situata all’incrocio tra Corso Garibaldi e Via Marsala. L’edificio infatti si presenta come un caso... Continua »
novembre 23, 2014

Poi dicono che Milano non è verde…

Poi dicono che Milano non è verde…
A Milano, si sa, piace un po’ fare l’eccentrica e proprio per questo, alla critica che gli hanno spesso rivolto negli anni sul fatto di non avere abbastanza spazi verdi ha risposto con un bosco verticale. Per bosco verticale si intende due torri progettate dallo studio di architettura Boeri Studio... Continua »
novembre 21, 2014

Alfabeto della Città Metropolitana

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Sareste capaci di descrivere le mille sfumature di Milano usando solo un numero di parole pari alla quantità di lettere dell’alfabeto?
Fondazione Stelline ci ha provato e il risultato è visibile nella sua mostra “Alfabeto della città metropolitana”.

L’esposizione è un percorso narrativo costruito attraverso una serie di lemmi che raccontano per spunti ed impressioni gli aspetti più suggestivi del capoluogo lombardo: si va dalla A di Architettura alla Z di Zone, passando per la G di Green City, la V di Vie d’acqua, la R di riformismo, fino all’immancabile L di Leonardo.

Ogni lettera dell’alfabeto che racconta la Milano Metropolitana è accompagnata da istantanee realizzate da un gruppo di 30 fotografi indipendenti di MilanoCittàAperta.

In questo insieme ogni immagine rappresenta una storia a sé, ma, allo stesso tempo, trova il suo significato nel grande
affresco di insieme: quello moderno, innovativo e globale che solo la città metropolitana può offrire.

ALFABETO DELLA CITTA’ METROPOLITANA
Milano, Fondazione Stelline (Corso Magenta 61)
dal 15 ottobre 2014 al 6 gennaio 205
ingresso libero tutti i giorni ore 9-20
Inaugurazione: 14 ottobre ore 18.30
www.stelline.it +39.02 45462.411

Viaggio spazio-temporale: sentirti a Roma via Brisa

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Appena tornata da Roma per un bellissimo week end lungo ho già nostalgia della città eterna…cosa c’è di meglio quindi che andare alla ricerca della “grande bellezza” anche all’interno del capoluogo Lombado per rendere il rientro meno traumatico e autoconvincersi che la vacanza non è finita?
Per farlo mi reco in via Brisa, una piccolissima traversa di Corso Magenta.
Probabilmente vi verranno incontro dei gatti, seguiteli immaginando che tra loro ci sia anche il famoseo Romeo, “er gatto del Colosseo” degli Aristogatti…lui sì che sarebbe il compagno perfetto per questo viaggio spazio-temporale.
Tra i gatti e le piante vi apparirà quello che a prima vista può sembrare un giardino sotto il livello della strada. Guardando meglio però scorgerete pezzi di mura apparentemente antiche.
Ma è possibile che siano resti romani? Senza nessuno che li guarda, che li fotografa, senza la minima tracia di un turista?
Ebbene sì, un cartello ci spiega che stiamo osservando i resti di un edificio di rappresentanza dell’impero risalenti all’epoca di Costantino.
Uno spettacolo del genere a pochi metri dal solito asfalto grigio e da uno spiazzo adibito a parcheggio ci lascia per un attimo intontiti: guardiamo i gatti, il verde, le rovini e non si sa se sentirsi a Roma o a Milano.
Direi quindi che via Brisa è un luogo perfetto per rappresentare la mia città: il suo nascondersi, il suo saper soprendere il suo non abbagliare ma brillare di tesori nascosti.

Sussurri e bisbigli nella loggia di Piazza dei Mercanti

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Trovate che una frase sussurrata all’orecchio sia estremamente romantica?
Allora i vostri occhi diventeranno a cuoricino quando saprete che c’è un posto a Milano in cui potrete bisbigliare segreti o parole dolci addirittura da un capo all’altro del loggiato…magari a qualche bel tenebroso o fanciulla misteriosa ;)

Sto parlando del loggiato di Piazza dei Mercanti che si trova tra il Duomo e Piazza Cordusio.

Se vi mettete con il viso rivolto verso gli angoli tra due colonne potrete udire chiaramente la voce di chi, posto nella stessa posizione ma dall’altro lato della loggia, sta parlando.

Si dice che spie e mercanti del Medioevo utilizzassero questo stratagemma per comunicare informazioni segretissime ma di vitale importanza…cercate anche voi di essere all’altezza con i contenuti ;)

Una navata “lunga” sei metri

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Dalla facciata sembra tutto regolare ma poi, non appena si cambia angolo di osservazione, un punto interrogativo appare sulle nostre facce…questa chiesa è del tutto sproporzionata!

Ebbene si, se siamo all’angolo tra via Giulini e via Porlezza stiamo guardando la chiesa più corta di Milano…ma azzarderei anche del mondo!

La Parrocchia dei santi Sergio, Serafino, e Vincenzo è una chiesa molto antica (756),  fu soppressa nel 1798 e da allora fu adibita a svariati usi: studio d’arte, cabina di trasformazione elettrica e addirittura cinema.
Nel 1964 venne smantellata e dell’antica struttura rimane qui la facciata e una parete laterale lunga solo 6 metri, tanto che l’altare non è stato posizionato in fondo alla navata principale, come si è soliti fare, ma subito sulla destra.

Ad oggi la chiesa è stata consacrata e affidata alla comunità russa ortodossa e i loro fedeli, dopo la funzione domenicale, si ritrovano nei sotterranei della chiesa per stare insieme in grandi tavolate imbandite con i cibi preparati dalle donne.

…probabilmente dopo una funzione così stretti il desiderio di tavolate e spazi ampi è del tutto lecito ;)

Piazza Duomo o Liberty Island?

 

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Le vie dello shopping come la 5th avenue, Piazza Affari come Wall Street, Brera come il Village, e pare che qui da noi non manchi nemmeno la statua della Libertà: anche Milano, infatti, ha la sua Lady Liber­ty, più piccola di quella di New York ma pur sempre di tutto rispetto!

Soffermatevi a guardare la facciata del Duomo e più precisamente una delle due statue del balcone centrale…l’avete vista?

Anche un occhio non esperto si accorge che tra «La Legge Nuova» del Duomo e la Statua della Libertà di New York la so­miglianza è impressionante: entrambe reggono nella mano destra al­zata una torcia e presentano il capo cinto. Inoltre c’è una similitudine anche nella loro funzione: se la Statua della Libertà è la porta di New York, per scovare la Legge Nuova bisogna cercare proprio sopra la grande porta del Duomo.

Quella meneghina, opera di Camillo Pacetti (1758-1826), artista neo­classico, precede l’altra di alcuni decenni e, probabilmente, ne è stata il modello.

Non furono po­che, infatti,  le incisioni e riproduzioni dettagliate che si realizzarono e circolarono in tutta Eu­ropa della risistemazione del Duomo avvenuta in epoca napoleonica e Frédéric Auguste Bartholdi, artista al quale dobbiamo il celebre colosso america­no, venne probabilmente a contatto con una di queste.