Passeggiata sulla Galleria

Passeggiata sulla Galleria
Un itinerario suggestivo e inedito sulle passerelle che un secolo e mezzo fa vennero realizzate per la manutenzione del gioiello architettonico opera dell’architetto Giuseppe Mengoni, nel cuore di Milano, e da allora mai aperte al pubblico. Lo diventeranno nei prossimi mesi: se si riuscirà già entro i primi giorni di... Continua »
gennaio 30, 2015

I giorni della Merla

I giorni della Merla
Tra le leggende milanesi, quella invernale per definizione è la leggenda dei tre giorni della merla. In dialetto: i trii dì de la merla. Per la precisione sono il 29, 30 e 31 gennaio, e la tradizione vuole che siano i più freddi dell’anno. Ma perché si chiamano così? La... Continua »
gennaio 29, 2015

Villa Triste – Per non dimenticare

Villa Triste – Per non dimenticare
Al giorno d’oggi,chi attraversa via Paolo Uccello,in zona Lotto-S.Siro è probabile che noti Villa Fossati al numero 19,un luogo apparentemente magnifico che,dopo essere stato ristrutturato più volte,è stato anche un asilo ed un teatro. A 70 anni da quei fatti, la storica dimora non è più circondata da filo spinato... Continua »
gennaio 27, 2015

Trattamento reale in Stazione Centrale

Trattamento reale in Stazione Centrale
La stazione di Milano sin dall’origine era stata porgettata per accogliere al meglio migliaia di viaggiatori…per uno in particolare però era stato previsto un trattamento speciale! Di chi parliamo? Del re! Aveva infatti un’entrata personale sul lato sud-est della stazione, precisamente da Piazza Luigi di Savoia 1/26. Disegnato da Ulisse... Continua »
gennaio 26, 2015

Un Tram chiamato…bellezza!

Un Tram chiamato…bellezza!
Un tram di bellezza si aggira per le vie del centro di Milano. Di che si tratta? Di un vero e proprio centro estetico, creato ad hoc su uno dei mezzi pubblici storici del capoluogo lombardo. Grazie alla collaborazione di Vernel con Atm e IgpDecaux Innovate, sarà possibile salire sul tram... Continua »
gennaio 22, 2015

Un dinosauro sul Duomo

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La facciata del Duomo di Milano riserva sempre delle sorprese. Come se non bastasse la Statua della Libertà (di cui abbiamo parlato in questo articolo), tra i santi e i martiri rappresentati sul Duomo fa capolino anche un … dinosauro!
A destra del portone centrale, nella parte bassa del fregio in marmo fa bella mostra di sè quello che, a prima vista, può sembrare proprio un cucciolo di dinosauro.
Probabilmente però quello raffigurato nel marmo del Duomo è il drago Tarantasio,

Secondo una leggenda popolare, infatti, il lago Gerundo, nelle vicinanze di Lodi, sarebbe stato abitato da un dragone chiamato Tarànto o più comunemente conosciuto come Tarantasio, il quale si sarebbe nutrito soprattutto di bambini, ammorbando l’aria con il suo fiato pestilenziale e causando la malattia della febbre gialla.

Sono sorte numerose leggende riguardo al drago, le quali sono tutte accomunate dalla concomitanza tra l’uccisione di Tarànto e il prosciugamento del lago.

Alcune fonti popolari attribuiscono il prosciugamento e la bonifica del lago a san Cristoforo, che avrebbe sconfitto il drago, o a Federico Barbarossa.

La più suggestiva riguarda l’uccisione del drago da parte del capostipite dei Visconti, il quale avrebbe poi adottato come simbolo la creatura sconfitta, ovvero il biscione con il bambino in bocca.

Il cenacolo in banca

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Non tutti sanno che nella sede centrale della Banca Popolare di Milano in piazza Meda è possibile ammirare l’unica riproduzione al mondo de “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci, a dimensione naturale, in grado di illustrare il dipinto com’era antecedentemente al restauro.

L’ingresso è libero e gratuito perciò si pone come una valida alternativa alla visita dell’originale per il quale le prenotazioni vanno effettuate con largo anticipo.

All’interno, inoltre, sono conservati cinque affreschi attribuiti ad Andrea Appiani e alla sua scuola, provenienti dalla precedente sede di Palazzo Corio Casati,  e l’imponente scultura “Movimento”, realizzata da Arnaldo Pomodoro tra il 1970 e il 1971.

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Sopra il sotto: avete mai camminato su un Valentino?

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Giorgio Armani, Just Cavalli, Etro, Prada, Valentino, sono alcuni dei grandi nomi del panorama della moda che firmeranno (dal 24 febbraio 2015 fino a inizio gennaio 2016) con il loro estro creativo un percorso di moda decisamente alternatvo. A vestire l’haute couture saranno 32 tombini del quadrilatero della moda a Milano (da via Montenapoleone a via Sant’Andrea).

La mostra d’arte a cielo aperto ‘Sopra il sotto – Tombini art raccontano la città cablata”, pensata da Monica Nascimbeni e promossa da Metroweb, non vuole però dare solo un tocco glam alla città, ma ha un fine benefico: le placche saranno battute all’asta da Christie’s e l’intero ricavato verrà devoluto all’associazione non profit Oxfam Italia.

La 1° edizione (2009-2010) della mostra open air ha messo in scena, o meglio in strada in zona Tortona, 32 tombini d’artista realizzati da affermati street artist italiani, mentre la 2° edizione (2011-2012) in via MonteNapoleone ha visto esposte per più di un anno 20 opere di street artist internazionali.

Il successo è stato tale che i Tombini Art di “Sopra il Sotto” tornano con una terza edizione diversa e ancora più elettrizzante, perché il progetto è riuscito a riunire con la collaborazione della Camera Nazionale della Moda Italiana i grandi dell’Italian style, in un’opera corale preziosa, fruibile a tutti senza barriere, che inaugura con un grande evento aperto alla città nel quadrilatero della moda, il fashion district più famoso al mondo coordinato dall’Associazione MonteNapoleone.

Non occorre un invito come alle sfilate, ma solo la curiosità e la voglia di lasciarsi emozionare da questi “quadri” in ghisa appositamente realizzati dalle eccellenze del Made in Italy.

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Miracolo a Milano

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Abbiamo concluso l’articolo precedente riguardante l’oratorio di San Protasio dicendo che probabilmente è un miracolo che sia ancora in piedi…e in effetti qualcosa di miracoloso in questa chiesa è avvenuto!

gli anziani della zona si tramandano la storia che l’affresco della Madonna, coperto per tre volte da una imbiancatura a calce, quando si voleva utilizzare la cappella come abitazione, riaffiorò più nitido che mai. Dopo questo evento, giudicato prodigioso dai contadini del borgo, si abbandonò l’idea di utilizzare l’oratorio come abitazione e si continuò a venerare questa Madonna rivolgendosi a lei per chiedere ogni tipo di grazia. La devozione verso questa Madonna è ancora molto sentita: ne sono testimonianza i mazzi di fiori e i lumini lasciati davanti alla chiesetta.

Una chiesa sullo spartitraffico

Incidente del  12-13 gennaio 2013
Se vi è capitato di passare da Via Lorenteggio, a sud-sud ovest della città, sono certa che anche voi vi sareti chiesti cosa ci faccia una chiesetta in mezzo alle corsie automobilistiche.
E’ la “gesetta de lusert”: si tratta di una vecchia chiesetta di campagna frequentata dai contadini della zona per la Santa Messa.
Il nome deriva dal fatto che l’oratorio, rimasto per decenni in disuso, era frequentato solo dalle lucertole che trovavano riparo tra le sue pietre.
La costruzione, edificata tra il IX e XII secolo fuori le mura di Milano e quindi all’epoca in aperta campagna, non è in linea con via Lorenteggio perchè probabilmente lo era con la strada che dalle mura medievali di Milanousciva dalla Pusterla di Sant’Ambrogio e muoveva verso ovest, costeggiando il canale dell’Olona.
La sua bizzarra posizione all’interno di uno spartitraffico è dovuta al fatto che la chiesa rischiò di scomparire negli anni ’50 con l’espansione urbanistica della città.
Quando costruirono la strada a due corsie inizialmente si voleva demolire la chiesa, ma le proteste degli abitanti furono tali da optare per un’altra soluzione: lasciare la chiesetta nello spartitraffico che divide le due corsie della strada.
Il  piccolo “Oratorio di San Protaso al Lorenteggio ”  tutt’oggi resiste stoicamente nello spartitraffico della via Lorenteggio, nonostante auto, scooter ed bus di linea gli sfrecciano accanto in entrambe le direzioni…sembra quasi un miracolo!