Forse baciandoli tutti e quattro…

Forse baciandoli tutti e quattro…
San Valentino si avvicina e così, come ogni anno, per le romanticone che al momento non dispongono di un fidanzato la tortura ricomincia. CuriosaMi ha la soluzione per voi, seguiteci all’interno di Santa Maria delle Grazie! Quasi tutti  conoscono questa chiesa per via del capolavoro di Leonardo l’Utima Cena che... Continua »
febbraio 11, 2015

Il mistero di S. Ambrogio

Il mistero di S. Ambrogio
Entrando nel cortile della chiesa vi capiterà di notare un dettaglio curioso: sulle mura si trovano quattro sacchiere. Più precisamente una è situata sul nartece, un’altra in facciata tra due colonne, e due sul muro a sinistra appena entrati. Le dimensioni sono tutte diverse: la prima è di sette caselle... Continua »
febbraio 5, 2015

Trattamento reale in Stazione Centrale

Trattamento reale in Stazione Centrale
La stazione di Milano sin dall’origine era stata porgettata per accogliere al meglio migliaia di viaggiatori…per uno in particolare però era stato previsto un trattamento speciale! Di chi parliamo? Del re! Aveva infatti un’entrata personale sul lato sud-est della stazione, precisamente da Piazza Luigi di Savoia 1/26. Disegnato da Ulisse... Continua »
gennaio 26, 2015

Un dinosauro sul Duomo

Un dinosauro sul Duomo
La facciata del Duomo di Milano riserva sempre delle sorprese. Come se non bastasse la Statua della Libertà (di cui abbiamo parlato in questo articolo), tra i santi e i martiri rappresentati sul Duomo fa capolino anche un … dinosauro! A destra del portone centrale, nella parte bassa del fregio... Continua »
gennaio 21, 2015

Il cenacolo in banca

Il cenacolo in banca
Non tutti sanno che nella sede centrale della Banca Popolare di Milano in piazza Meda è possibile ammirare l’unica riproduzione al mondo de “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci, a dimensione naturale, in grado di illustrare il dipinto com’era antecedentemente al restauro. L’ingresso è libero e gratuito perciò si pone... Continua »
gennaio 20, 2015

Miracolo a Milano

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Abbiamo concluso l’articolo precedente riguardante l’oratorio di San Protasio dicendo che probabilmente è un miracolo che sia ancora in piedi…e in effetti qualcosa di miracoloso in questa chiesa è avvenuto!

gli anziani della zona si tramandano la storia che l’affresco della Madonna, coperto per tre volte da una imbiancatura a calce, quando si voleva utilizzare la cappella come abitazione, riaffiorò più nitido che mai. Dopo questo evento, giudicato prodigioso dai contadini del borgo, si abbandonò l’idea di utilizzare l’oratorio come abitazione e si continuò a venerare questa Madonna rivolgendosi a lei per chiedere ogni tipo di grazia. La devozione verso questa Madonna è ancora molto sentita: ne sono testimonianza i mazzi di fiori e i lumini lasciati davanti alla chiesetta.

Una chiesa sullo spartitraffico

Incidente del  12-13 gennaio 2013
Se vi è capitato di passare da Via Lorenteggio, a sud-sud ovest della città, sono certa che anche voi vi sareti chiesti cosa ci faccia una chiesetta in mezzo alle corsie automobilistiche.
E’ la “gesetta de lusert”: si tratta di una vecchia chiesetta di campagna frequentata dai contadini della zona per la Santa Messa.
Il nome deriva dal fatto che l’oratorio, rimasto per decenni in disuso, era frequentato solo dalle lucertole che trovavano riparo tra le sue pietre.
La costruzione, edificata tra il IX e XII secolo fuori le mura di Milano e quindi all’epoca in aperta campagna, non è in linea con via Lorenteggio perchè probabilmente lo era con la strada che dalle mura medievali di Milanousciva dalla Pusterla di Sant’Ambrogio e muoveva verso ovest, costeggiando il canale dell’Olona.
La sua bizzarra posizione all’interno di uno spartitraffico è dovuta al fatto che la chiesa rischiò di scomparire negli anni ’50 con l’espansione urbanistica della città.
Quando costruirono la strada a due corsie inizialmente si voleva demolire la chiesa, ma le proteste degli abitanti furono tali da optare per un’altra soluzione: lasciare la chiesetta nello spartitraffico che divide le due corsie della strada.
Il  piccolo “Oratorio di San Protaso al Lorenteggio ”  tutt’oggi resiste stoicamente nello spartitraffico della via Lorenteggio, nonostante auto, scooter ed bus di linea gli sfrecciano accanto in entrambe le direzioni…sembra quasi un miracolo!

 

36 ore a Milano

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Un video di circa sei minuti, che racconta gran parte del bello, dell’emozionante, del caratteristico che c’è a Milano. Il titolo è “36 ore a Milano”.

L’ha pubblicato il New York Times, il 7 gennaio, nella sezione ‘Viaggi’ del proprio portale. Milano viene descritta come una città “bellissima”, che “non si svela al primo sguardo”, ma che ha molto da “far scoprire”. Attraverso brevissime interviste a ristoratori e rappresentanti culturali – si parla di Pavè, del ristorante e store “Taglio”, di Hangar bicocca, delle Gallerie d’Italia, del locale Lambiczoon – si svela la natura più intrigante della città, dal suo gusto per il bello alla connessione stretta tra l’anima italiana e la spinta all’internazionalizzazione.

Tutto questo facendo scorrere scorci e cartoline del centro, da Cairoli a Piazza della Scala, passando per il Duomo alle luci soffuse dei Navigli alla sera.

Non solo quindi i grandi classici intramontabili del capoluogo milanese ma anche la sua anima vera e contemporanea, quella che normalmente un turista fatica a cogliere.

In poche parole:

le cose belle a Milano vanno scoperte, non è certo immediata. Chi dice “a Milano non c’è niente” o è troppo pigro, o non c’è mai stato.

A qusto link l’articolo  e qui invece il video.

L’Hermitage a Milano

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Per la prima volta nella storia il leggendario Museo di San Pietroburgo rivela i suoi segreti in una visita esclusiva. Da palazzo Imperiale a Museo di Stato è una delle più grandi collezioni d’arte al mondo: un viaggio avvincente in un mondo nascosto per immergersi nella storia e scoprire meraviglie indimenticabili.

250 anni dopo la sua fondazione, l’Hermitage festeggia il suo compleanno al cinema. Martedì 14 ottobre 2014, il museo di San Pietroburgo arriva infatti sui grandi schermi per una visita esclusiva attraverso le sue collezioni d’arte, tra le più importanti del mondo, con più di 3 milioni di pezzi conservati.

Nato nel 1764 per opera della zarina Caterina II, che acquistò i primi 225 dipinti della collezione, l’Hermitage fu aperto al pubblico a metà Ottocento, l’epoca dei grandi scrittori russi, Puškin, Gogol, Dostoevskij, Tolstòj e Čechov. È oggi uno dei più vasti ed antichi musei del mondo.

Il tour al cinema guiderà il pubblico alla scoperta di opere e luoghi che hanno fatto la storia, entrando anche in spazi il cui accesso è normalmente negato. Da Rembrandt ai capolavori dell’arte russa, dall’arte preistorica alla collezione di gioielli che furono di Caterina di Russia, dalle opere di Leonardo alle sculture del Canova, da Raffaello a Caravaggio, l’Hermitage è uno scrigno prezioso di tesori che ha visto passare tra le sue sale ricevimenti, momenti storici e rivoluzioni.

A Milano l’evento può essere seguito al The Space Odeon, l’Arcobaleno Filmcenter, all’UCI Bicocca e al cinema Ducale.

Il campanile con la stella

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Se arrivati a Sant’Eustorgio avete dato un’occhiata al campanile della basilica avrete notato una stranezza: sulla sua cima non c’è una croce, ma una stella a otto punte…la stella dei Magi, che serviva per indicare la presenza delle loro reliquie, oggetto da sempre della devozione dei fedeli.

La leggenda vuole che i Magi siano morti a Gerusalemme, dove erano tornati dopo la crocefissione di Gesù, per testimoniare la fede di cui si erano fatto banditori nei loro paesi.

La tradizione sostiene che le loro spoglie siano state trovate dalla regina Elena, madre di Costante, capo dell’Impero Romano d’Oriente, e trasferite nella chiesa di S. Sofia a Costantinopoli. Costante le donò a Eustorgio quando questi, eletto vescovo, si recò da lui per rimettere nelle sue mani il mandato di governatore di Milano da lui ricevuto. Eustorgio le trasportò, assieme al pesante sarcofago nel quale erano state riposte, usando un carro trainato da buoi. Dopo un lungo e avventuroso viaggio di ritorno, giunse proprio qui, all’ingresso nella città da Porta Ticinese, dove il carro sprofondò nel fango e non fu possibile rimuoverlo. L’incidente fu interpretato da Eustorgio come un segno divino, e per questo fece erigere la prima basilica nella quale custodire le reliquie dei Magi.

La storia ci informa che nel 1164 l’imperatore Federico I, il “Barbarossa”, durante una delle sue calate in Italia, ordinò al suo consigliere, Reinald von Dassel, che era anche arcivescovo di Colonia, di impadronirsi delle reliquie, che finirono cosi nel duomo della città tedesca.

Secondo un cronista dell’epoca, al momento della traslazione i corpi dei Re Magi, essendo stati trattati con balsami e spezie, erano intatti e mostravano dal volto e dalla capigliatura età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni.

Nei secoli successivi Milano provò ripetutamente ad avere indietro le spoglie dei Magi, ma invano. Né Ludovico il Moro, né Alessandro VI, né Filippo di Spagna, né Pio IV, né Gregorio XIII, né Federico Borromeo riuscirono a farle tornare dalla Germania.

Solo nel 1906, infine, il Card. Ferrari, vescovo di Milano, ottenne una parziale restituzione delle reliquie, ora conservate in una preziosa urna posta sopra l’altare dei Magi.

Tutt’oggi la chiesa ospita una cappella con il pesante sarcofago che però è vuoto e, a ricordo del loro martirio, la liturgia ambrosiana usa nel giorno dell’Epifania paramenti di colore rosso.