Miracolo a Milano

Miracolo a Milano
Abbiamo concluso l’articolo precedente riguardante l’oratorio di San Protasio dicendo che probabilmente è un miracolo che sia ancora in piedi…e in effetti qualcosa di miracoloso in questa chiesa è avvenuto! gli anziani della zona si tramandano la storia che l’affresco della Madonna, coperto per tre volte da una imbiancatura a... Continua »
gennaio 14, 2015

Una chiesa sullo spartitraffico

Una chiesa sullo spartitraffico
Se vi è capitato di passare da Via Lorenteggio, a sud-sud ovest della città, sono certa che anche voi vi sareti chiesti cosa ci faccia una chiesetta in mezzo alle corsie automobilistiche. E’ la “gesetta de lusert”: si tratta di una vecchia chiesetta di campagna frequentata dai contadini della zona... Continua »
gennaio 14, 2015

Il campanile con la stella

Il campanile con la stella
Se arrivati a Sant’Eustorgio avete dato un’occhiata al campanile della basilica avrete notato una stranezza: sulla sua cima non c’è una croce, ma una stella a otto punte…la stella dei Magi, che serviva per indicare la presenza delle loro reliquie, oggetto da sempre della devozione dei fedeli. La leggenda vuole... Continua »
gennaio 6, 2015

Il duomo di Milano nella grande mela

Il duomo di Milano nella grande mela
La scultura della Legge Nuova, posta all’ingresso del Duomo di Milano e la Statua della Libertà di New York collegano idealmente tra loro la porta di Milano e la porta di New York. Ma abbiamo già parlato qui di questo argomento, oggi tratteremo di un altro pronfondo legame che si... Continua »
dicembre 17, 2014

La Madonna con le corna. Blasfemia, esoterismo o vandalismo?

La Madonna con le corna. Blasfemia, esoterismo o vandalismo?
Ornata dai pregevoli affreschi realizzati da Vincenzo Foppa tra il 1464 e il 1468 e che costituiscono uno dei vertici dell’opera del pittore, La Capella Portinari nella chiesa di Sant’Eustorgio è una delle testimonianze più alte del Rinascimento lombardo. I più attenti però noteranno subito che c’è qualcosa di strano... Continua »
dicembre 16, 2014

S. Lucia, il giorno più corto che ci sia!

Santa Lucia 2013

Per il quinto anno consecutivo l’Ambasciata di Svezia porta in Italia una delle tradizioni più amate nel calendario svedese: la festa di Santa Lucia. I festeggiamenti si svolgeranno in collaborazione con  VisitSweden, Assosvezia e la Camera di Commercio Italo-svedese.
A Milano l’appuntamento è stato ieri, 11 dicembre presso la chiesa di San Fedele dove alle 17.30 si è svolto un corteo di Santa Lucia, composto da giovani del liceo musicale Nordiska Musikgymnasiet di Stoccolma, tutti in vesti bianche e con in mano una candela, che hanno cantato una decina di inni tradizionali natalizi.

Coro+di+Santa+Lucia_chiesa

Come si festeggia la Santa Lucia in Svezia? All’alba del 13 dicembre, migliaia di bambini e adolescenti illuminano il buio invernale con canti, dolci e candele. In ogni angolo del Paese, nelle famiglie, scuole, asili, uffici, negozi, ci si riunisce ad ascoltare le melodie natalizie e per festeggiare la luce in attesa del Natale. Il corteo di Santa Lucia arriva anche nelle prigioni, negli ospedali, nelle case di riposo e in altri luoghi in cui la mobilità è più difficile. E proprio questa l’idea di Santa Lucia: non bisogna cercarla, viene ovunque nelle città, e porta la luce dove c’è il buio.

Ma questa festività non è legata solo ai paesi nordici: non tutti sanno che Santa Lucia è la protettrice della Cattedrale di Milano. Proprio per questo sabato 13 dicembre alle ore 14.00 sarà possibile partecipare alla visita tematica “Lucia, Santa protettrice del Duomo”: la storia della santa che da secoli veglia sugli artigiani del Duomo, in una visita che dalla Chiesa di Santa Maria Annunziata in Camposanto, dove ogni anno ha luogo l’antica messa in ringraziamento alla Santa e la consegna del “pane di Santa Lucia”, arriva fino al Duomo.

Prenotazione obbligatoria a: [email protected] , per maggiori informazioni visitate il sito www.duomomilano.it

“Oroscopo” in Duomo

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Non tutti si accorgono che, entrando nella cattedrale del capoluogo lombardo, mettono i piedi su una linea d’ottone che percorre la navata in senso latitudinale.

Osservando meglio ci si rende conto che ci troviamo di fronte a parte di una grande meridiana costituita da un foro posizionato nella volta della prima campata sud del Duomo, detto gnomone, e dalla suddetta linea d’ottone affiancata da riquadri in marmo con rappresentati i dodici segni zodiacali.

Il foro gnomonico venne ricavato nella volta della prima navata meridionale ma, data la sua altezza, fu evidente che la larghezza della chiesa non era sufficiente a contenere tutta la linea meridiana. Non fu possibile praticare un foro più in basso a causa dello spessore del rivestimento marmoreo; così la linea meridiana, per permetterne la lettura anche nei mesi invernali, fu prolungata, verticalmente, sulla parete settentrionale dove si trova la rappresentazione del Capricorno, illuminato dal sole durante il solstizio di inverno (21 dicembre).

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Questo simbolo è stato protagonista di molte teorie: alcuni lo associano il capricorno alla volontà di unire il paganesimo al cristianesimo; il solstizio d’inverno, celebrato nei riti pagani, cade infatti  a pochi giorni dalla nascita di Cristo, celebrato dai riti cristiani.
Inoltre il capricorno è mezzo capro (simbolo del ‘fuoco’) e mezzo pesce (simbolo dell’acqua). Il simbolo del fuoco è rappresentato anche come un triangolo mentre quello dell’acqua come un triangolo rovesciato. Uniti tra loro (come nei due animali che costituiscono il Capricorno), creano una stella a sei punte, la stella di David o sigillo di Salomone. Oltre ad essere usato in esoterismo, i vertici della stella rappresenterebbero i pianeti con al centro il sole e quindi Cristo.

Altre teorie assocerebbero invece il capricorno rappresentato dal ‘caprone’, (Satana) od a Baphomet, un idolo cornuto che si pensa venisse utilizzato nei riti d’iniziazione dei cavalieri Templari. La presenza di un elemento templare può essere anche dovuto alla tesi che le immense cattedrali europee, per l’inaccessibile costo di realizzazione, siano state in realtà in gran parte sovvenzionate dai tesori dei templari.

Al di là di queste interpretazioni e leggende è chiaro che lo scopo per cui la meridiana del Duomo è stata costruita era quello di dare il mezzogiorno solare: il passaggio del sole in meridiano veniva segnalato da un alfiere che stazionava sul sagrato ad un altro di vedetta sulla torre del Palazzo della Ragione, il quale, a sua volta, ripeteva il passaggio ad un artigliere posto sulla torre del Filarete al Castello Sforzesco, in questo modo un colpo di cannone annunciava il mezzodì con sufficiente precisione a tutta la cittadinanza.

 

Sant’Ambrogio e la Colonna del diavolo

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Appena fuori dalla Basilica di Sant’Ambrogio, sul suo lato sinistro, si trova una colonna di epoca romana. Fin qui niente di strano, se non fosse che questa colonna, oltre a essere l’unica presente, ha anche due fori nella sua parte bassa. E cosa potrebbero essere questi fori, se non il segno delle corna di Satanasso in persona? Ragion per cui la colonna è da sempre nota come “Colonna del Diavolo”.

La leggenda vuole che Sant’Ambrogio, Vescovo di Milano nel IV secolo, fosse alle prese con i molteplici tentativi del Diavolo di farlo cadere in tentazione. Esasperato dai suoi continui fallimenti, Satana provò infine a trafiggere il Santo con le corna, mancando però il bersaglio e finendo per conficcarsi nella colonna. Dopo aver provato per lungo tempo a liberarsi, si trasformò in zolfo e scomparve.

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Per questa ragione, secondo la tradizione, avvicinandosi ai fori si sentirebbe odore di zolfo, mentre appoggiandoci sopra l’orecchio si può sentire il rumore dello Stige, il fiume dell’Inferno e, inoltre, infilando le dita al loro interno si attirerebbe la fortuna.
Non solo: la notte prima della domenica di Pasqua, si può vedere un carro, guidato da Satana in persona e diretto negli Inferi, che conduce le anime dei dannati destinate a passare l’eternità all’Inferno. Particolare inquietante: nel quarto secolo la zona dove ora sorge la basilica era un cimitero.

Fin qui la leggenda: la colonna in realtà era usata per l’incoronazione degli imperatori germanici. Per convertirsi al cristianesimo, cosa che avveniva per motivi esclusivamente politici, i sovrani pagani – dopo aver giurato sul messale e indossato la corona di ferro – dovevano abbracciare la colonna a per simboleggiare la loro decisione di abbracciare un’altra religione. Cosa che non piaceva al popolo, che vedeva dietro queste conversioni l’intervento del diavolo in persona. Motivo per cui si iniziò a parlare di quella colonna come “del diavolo”.

di Andrea Signorelli – www.02blog.it

Risotto, zafferano e vetrate del Duomo. No, non è “trova l’intruso” !

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Molte sono le leggende sulla nascita del risotto alla milanese con zafferano.La leggenda più accreditata, anche se fantasiosa, vuole che, soltanto nell’anno 1574, lo zafferanno fu utilizzato, in modo del tutto casuale, nella preparazione del famoso risotto giallo, detto da allora “alla milanese”.

Secondo un manoscritto che oggi trovato alla biblioteca Trivulziana, infatti, Mastro Valerio di Fiandra, fiammingo di Lovanio che all’epoca lavorava alle vetrate del Duomo di Milano (sue sono le vetrate che raffigurano la vita di Sant’Elena) era aiutato nel suo lavoro da un assistente che era soprannominato Zafferano. Il soprannome derivava dal fatto che aveva la mania di mescolare sempre un po’ di zafferano nelle sue miscele di colori per renderli cromaticamente più vivaci. Per scherzo un giorno il maestro gli disse che continuando così avrebbe finito per mettere del giallo anche nelle pietanze. Zafferano lo prese in parola e il giorno delle nozze della figlia di Valerio, un po’ per scherzo ma soprattutto per gelosia, si accordò con il cuoco incaricato del banchetto e fece aggiungere dello zafferano al riso, all’epoca condito con il solo burro.Il risotto, accolto inizialmente con stupore e diffidenza dai commensali ebbe poi un grandissimo apprezzamento, non solo per il gusto saporito dello zafferano, ma anche per il colore giallo oro, sinonimo di ricchezza e allegria. Fu un successo così strepitoso che la notizia del piatto “alla moda” corse rapida per tutta la città e ben presto tutta Milano assaggiava il risotto colorato di giallo.

Ovviamente come poteva non diventare un’icona un piatto nato all’ombra del monumento emblema della città?

Un calendario dell’avvento in stile EXPO

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Quest’anno è in programma una novità per accompagnare in modo inconsueto milanesi al Natale: il calendario dell’Avvento musicale.

Come in un vero calendario dell’avvento, ogni giorno (dalle 18 alle 18,30), fino al 24 dicembre, una finestra del palazzo comunale si aprirà su Piazza Duomo e le note della musica di ogni  Paese che parteciperà a Expo2015 risuoneranno tra le guglie della cattedrale, svelando giorno dopo giorno una diversa bandiera e accompagnando l’augurio di Buon Natale,nella lingua del rispettivo Paese, con le note del suo inno nazionale.

I protagonisti dell’iniziativa saranno musicisti appartenenti all’Orchestra dell’Opera Italiana accompagnati dagli studenti del Conservatorio di Milano fino ad arrivare alla Vigilia, giorno in cui saranno ben 24 i musicisti che, uniti in una gioiosa orchestra, celebreranno la notte più magica dell’anno.

L’evento, realizzato da Alessandro Rosso Incentive in collaborazione con il Comune di Milano e sponsorizzato da World Expo Commissioners Club e da Maglital che partecipa con il brand “Cruciani”,  si veste quest’anno di un manto internazionale.