Forse baciandoli tutti e quattro…

Forse baciandoli tutti e quattro…
San Valentino si avvicina e così, come ogni anno, per le romanticone che al momento non dispongono di un fidanzato la tortura ricomincia. CuriosaMi ha la soluzione per voi, seguiteci all’interno di Santa Maria delle Grazie! Quasi tutti  conoscono questa chiesa per via del capolavoro di Leonardo l’Utima Cena che... Continua »
febbraio 11, 2015

Milano è una giungla

Milano è una giungla
Volete rimanere a bocca aperta dallo stupore? Allora dirigetevi verso via Cappuccini arrivando da corso Venezia e passando sotto il grande arco di via Salvini, cercate il numero 9, con la ringhiera in ferro battuto con le punte dorate in alto. Adesso provate a sbirciare oltre la ringhiera e dietro... Continua »
febbraio 10, 2015

Zucche o igloo?

Zucche o igloo?
Non serve che nevichi per vedere gli igloo a Milano. Anche col sole d’agosto basta percorrere i pochi metri che separano Cassina de’ Pomm, dove finisce il Naviglio della Martesana, con via Lepanto per passeggiare tra le caratteristiche casette dove vivono gli Inuit. Per una bella panoramica della zona basta... Continua »
febbraio 9, 2015

Il panettone curativo

Il panettone curativo
Se in questi giorni, guardando le vetrine delle pasticcerie, avvistate qualche panettone, non stupitevi più di tanto. Non sono avanzi di magazzino che non sanno come smaltire, ma semplicemente un’antica tradizione milanese: nella città meneghina è usanza mangiare insieme in famiglia un panettone, per preservarsi dai mal di gola per... Continua »
febbraio 2, 2015

Passeggiata sulla Galleria

Passeggiata sulla Galleria
Un itinerario suggestivo e inedito sulle passerelle che un secolo e mezzo fa vennero realizzate per la manutenzione del gioiello architettonico opera dell’architetto Giuseppe Mengoni, nel cuore di Milano, e da allora mai aperte al pubblico. Lo diventeranno nei prossimi mesi: se si riuscirà già entro i primi giorni di... Continua »
gennaio 30, 2015

Un Tram chiamato…bellezza!

Schermata 01-2457045 alle 18.11.25Un tram di bellezza si aggira per le vie del centro di Milano. Di che si tratta? Di un vero e proprio centro estetico, creato ad hoc su uno dei mezzi pubblici storici del capoluogo lombardo.

Grazie alla collaborazione di Vernel con Atm e IgpDecaux Innovate, sarà possibile salire sul tram e scendere più belle e rilassate.

“Tram bellezza” è un’iniziativa pensata per presentare al pubblico la nuova linea di ammorbidenti Soft & Oils, per la quale Vernel ha deciso di offrire a tutte le donne milanesi la possibilità di beneficiare di una serie di trattamenti direttamente a bordo di un tram, tutto a costo zero: nail Spa, nail stylist, make up artist e massaggi, saranno infatti offerti in modo del tutto gratuito.

Ma non solo: tre volte a settimana, infatti, si potrà partecipare anche ad una serie di incontri con esperti di bellezza e salute, dedicati alla cura dei capelli, bellezza della pelle, l’importanza dell’olio nell’alimentazione e nella cosmesi e aromaterapia.

Il Tram, attivo tutti i giorni, compresi i festivi, dalle ore 13 alle ore 19 fino al prossimo 31 gennaio, viaggerà su un circuito che attraversa Piazza Castello, via Cantù, Broletto e via Larga, arrivando al capolinea di Piazza Fontana.

Gli appuntamenti, che si svolgeranno partendo dalla fermata di Via Cantù 3 alle ore 18, ognuno della durata di 45 minuti, saranno:

  • Venerdì 23 gennaio: Una bellezza extravergine. L’incontro con la dott.sa Loredana Satta, esperta Olio, in collaborazione con la Monini Spa.
  • Lunedì 26  gennaio: Beauty & Oils. L’evento dedicato ai capelli, presentato da un esperto hair stylist .
  • Mercoledì 28  gennaio: Una bellezza extravergine. L’incontro con la dott.sa  Loredana Satta esperta Olio, in collaborazione con la Monini Spa.
  • Venerdì 30 gennaio: Beauty & Oils: l’ultimo incontro dedicato all’olfatto, con Maria Grazia Parisi medico, psicoterapeuta e specialista in aromaterapia, che parlerà dell’importanza dei profumi  in grado di agire sullo stato d’animo e salute,  attraverso una serie di “degustazioni olfattive”.

Chiunque volesse regalarsi un trattamento, potrà farlo semplicemente salendo a bordo del tram. Per partecipare agli incontri con gli esperti di benessere e bellezza, invece, è necessaria la prenotazione.

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Un dinosauro sul Duomo

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La facciata del Duomo di Milano riserva sempre delle sorprese. Come se non bastasse la Statua della Libertà (di cui abbiamo parlato in questo articolo), tra i santi e i martiri rappresentati sul Duomo fa capolino anche un … dinosauro!
A destra del portone centrale, nella parte bassa del fregio in marmo fa bella mostra di sè quello che, a prima vista, può sembrare proprio un cucciolo di dinosauro.
Probabilmente però quello raffigurato nel marmo del Duomo è il drago Tarantasio,

Secondo una leggenda popolare, infatti, il lago Gerundo, nelle vicinanze di Lodi, sarebbe stato abitato da un dragone chiamato Tarànto o più comunemente conosciuto come Tarantasio, il quale si sarebbe nutrito soprattutto di bambini, ammorbando l’aria con il suo fiato pestilenziale e causando la malattia della febbre gialla.

Sono sorte numerose leggende riguardo al drago, le quali sono tutte accomunate dalla concomitanza tra l’uccisione di Tarànto e il prosciugamento del lago.

Alcune fonti popolari attribuiscono il prosciugamento e la bonifica del lago a san Cristoforo, che avrebbe sconfitto il drago, o a Federico Barbarossa.

La più suggestiva riguarda l’uccisione del drago da parte del capostipite dei Visconti, il quale avrebbe poi adottato come simbolo la creatura sconfitta, ovvero il biscione con il bambino in bocca.

Il cenacolo in banca

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Non tutti sanno che nella sede centrale della Banca Popolare di Milano in piazza Meda è possibile ammirare l’unica riproduzione al mondo de “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci, a dimensione naturale, in grado di illustrare il dipinto com’era antecedentemente al restauro.

L’ingresso è libero e gratuito perciò si pone come una valida alternativa alla visita dell’originale per il quale le prenotazioni vanno effettuate con largo anticipo.

All’interno, inoltre, sono conservati cinque affreschi attribuiti ad Andrea Appiani e alla sua scuola, provenienti dalla precedente sede di Palazzo Corio Casati,  e l’imponente scultura “Movimento”, realizzata da Arnaldo Pomodoro tra il 1970 e il 1971.

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36 ore a Milano

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Un video di circa sei minuti, che racconta gran parte del bello, dell’emozionante, del caratteristico che c’è a Milano. Il titolo è “36 ore a Milano”.

L’ha pubblicato il New York Times, il 7 gennaio, nella sezione ‘Viaggi’ del proprio portale. Milano viene descritta come una città “bellissima”, che “non si svela al primo sguardo”, ma che ha molto da “far scoprire”. Attraverso brevissime interviste a ristoratori e rappresentanti culturali – si parla di Pavè, del ristorante e store “Taglio”, di Hangar bicocca, delle Gallerie d’Italia, del locale Lambiczoon – si svela la natura più intrigante della città, dal suo gusto per il bello alla connessione stretta tra l’anima italiana e la spinta all’internazionalizzazione.

Tutto questo facendo scorrere scorci e cartoline del centro, da Cairoli a Piazza della Scala, passando per il Duomo alle luci soffuse dei Navigli alla sera.

Non solo quindi i grandi classici intramontabili del capoluogo milanese ma anche la sua anima vera e contemporanea, quella che normalmente un turista fatica a cogliere.

In poche parole:

le cose belle a Milano vanno scoperte, non è certo immediata. Chi dice “a Milano non c’è niente” o è troppo pigro, o non c’è mai stato.

A qusto link l’articolo  e qui invece il video.

“Pan del Toni” : il panettone dalla roma tardo imperiale ad oggi

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Tutti ne abbiamo mangiato in quantità durante queste ultime vacanze natalizie. Ma sappiamo veramente le storie all’origine di questo dolce?

Fin dai tempi dell’impero romano, nel periodo natalizio, le famiglie lombarde si riunivano intorno ad un ceppo acceso sul quale il capofamiglia spargeva ginepro e e vino e quindi spezzava il “pan grande”, precursore del moderno panettone. Il rito si è tramandato nei secoli tanto che nel ‘300, per le festività natalizie, si preparava un pane di solo frumento, un vero lusso per l’epoca, detto perciò “pan del ton”. Solo dal 1400 in poi assume le sembianze e il sapore che tutt’oggi presenta, vi sono però varie leggende intorno alla sua nascita. Una delle più comuni è questa:

“Viveva in tempi assai lontani, un povero garzone di fornaio di nome Toni. La vigilia di Natale aveva lavorato molto ad impastare pane e focacce. Era stanchissimo,la schiena gli doleva ma la sua giornata non era ancora finita. Si accinse ad impastare l’ennesimo blocco di pasta di pane e intanto preparò all’estremità della lunga asse le uova, l’uvetta, lo zucchero per la torta natalizia del padrone e per i suoi invitati. Quanto a lui, avrebbe trascorso un triste Natale accanto al letto della madre malata. Mentre tagliava le forme, per un movimento maldestro, rovesciò il barattolo dello zucchero. Nel tentativo di salvare il salvabile schiacciò le uova e si ritrovò con la pasta del pane intrisa di zucchero, uova e uvetta. Non gli rimase che impastare il tutto con le lacrime di disperazione che gli caddero sulle grosse forme che tagliò e mise a cuocere.Quando le grosse pagnotte, profumate e soffici, uscirono dal forno, il ” Pan de Toni”, come lo chiamò subito il padrone furbo, gli fece fare affari d’oro,l’indomani quando fu venduto ai signori del paese.”

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Fuori dalla leggenda, la storia ufficiale vuole che il panettone apparisse sulla tavola di Ludovico il Moro al castello degli Sforza, il Natale del 1495. Si teneva quel giorno un banchetto per celebrare il nuovo potere conferito al duca da un decreto dell’imperatore Massimiliano. Alla fine del banchetto venne portato in tavola il panis quidam acinis uvae confectus, il pane confezionato con acini di uva. Piacque molto al duca il nuovo dolce ideato dal cuoco Antonio Toni, che ben presto, tutti i milanesi poterono assaggiare,perché con atto munifico Ludovico il Moro ne fece distribuire la ricetta a tutti i cuochi di Milano. E il pan di Toni venne sbrigativamente chiamato “panettone”.