Come in una macchina del tempo: la vigna leonardesca

Come in una macchina del tempo: la vigna leonardesca
In molti conoscono la casa degli Atellani e il suo legame con il grande maestro di Vinci. Pochi sanno però che fino a novant’anni fa, dietro la facciata del noto palazzo, si conservava pressoché intatta, dopo secoli, la vigna di Leonardo, donatagli da Lodovico il Moro nell’aprile del 1499 per... Continua »
febbraio 20, 2015

Forse baciandoli tutti e quattro…

Forse baciandoli tutti e quattro…
San Valentino si avvicina e così, come ogni anno, per le romanticone che al momento non dispongono di un fidanzato la tortura ricomincia. CuriosaMi ha la soluzione per voi, seguiteci all’interno di Santa Maria delle Grazie! Quasi tutti  conoscono questa chiesa per via del capolavoro di Leonardo l’Utima Cena che... Continua »
febbraio 11, 2015

Conto solo le ore serene

Conto solo le ore serene
Palazzo Carmagnola (già Broletto Nuovissimo dal 1515 al 1861) è un palazzo quattrocentesco di Milano, proprietà di Francesco Bussone, conte di Carmagnola (1385-1432), nobile a servizio di Filippo Maria Visconti, signore di Milano. Alla morte del Carmagnola, la proprietà passò alle figlie ma presto, nel 1485 il Palazzo venne confiscato... Continua »
febbraio 4, 2015

La Candelora a Milano

La Candelora a Milano
Siamo in pieno inverno e in epoca passata si aspettava con ansia la primavera: la tradizione popolare vede nel giorno della Candelora, 2 febbraio, il momento per fare pronostici. Quanto durerà l’inverno? Se il giorno della candelora il tempo è bello… udite udite l’inverno è finito, ma se piove o c’è vento,... Continua »
febbraio 2, 2015

“Pan del Toni” : il panettone dalla roma tardo imperiale ad oggi

“Pan del Toni” : il panettone dalla roma tardo imperiale ad oggi
Tutti ne abbiamo mangiato in quantità durante queste ultime vacanze natalizie. Ma sappiamo veramente le storie all’origine di questo dolce? Fin dai tempi dell’impero romano, nel periodo natalizio, le famiglie lombarde si riunivano intorno ad un ceppo acceso sul quale il capofamiglia spargeva ginepro e e vino e quindi spezzava... Continua »
gennaio 8, 2015

La Madonna con le corna. Blasfemia, esoterismo o vandalismo?

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Ornata dai pregevoli affreschi realizzati da Vincenzo Foppa tra il 1464 e il 1468 e che costituiscono uno dei vertici dell’opera del pittore, La Capella Portinari nella chiesa di Sant’Eustorgio è una delle testimonianze più alte del Rinascimento lombardo.
I più attenti però noteranno subito che c’è qualcosa di strano in una delle iconografie più rappresentate nella storia del Cristianesimo.
Nella parete sud a destra della finestra, infatti, spicca “Il miracolo della falsa Madonna” , affresco in cui è rappresentata una Madonna con un bambino in braccio…entrambi, con le corna!

Quale significato possiamo attribuire a questo dipinto “demoniaco” collocato in un contesto sacro? Un atto di vandalismo ad opera di qualche ignorante?

La risposta è no, le corna sono contemporanee al resto dell’affresco; e non di certo possiamo asserire di trovarci difronte alla follia dell’artista.

La risposta del significato dell’affresco è spiegata nel titolo dello stesso: “San Pietro debella con l’ostia il demonio che ha preso sull’altare le sembianze della Madonna col Bambino”.

La leggenda narra che, mentre il Santo era concentrato a celebrare la messa, il diavolo pensò bene di tentarlo celandosi nella figura della Madonna, nella fretta però dimenticò di nascondere anche le corna e Pietro certamente se ne accorse perchè sollevò un ostia benedetta e il diavolo, sentitosi sconfitto, si allontanò dimenticandosi però le corna sull’affresco. Praticamente si trattava del diavolo, così trasformatosi per circuire San Pietro da Verona che lo scopre grazie all’ostia consacrata.

In questo particolare affresco, anche se il pittore, Vincenzo Foppa, non si è di certo trovato difronte ad un compito facile, ha comunque tentato di rappresentare l’ambiguità del male che spesso assume vesti benevole per non essere smascherato. Senz’altro, nel 1400, il dipinto realizzato in un ambiente sacro le due figure dotate di particolari maligni e sinistri ebbero notevole risonanza, tuttavia, qualsiasi opera realizzata per la chiesa doveva comunicare, a chi le osservava, valori e tradizioni e doveva come in questo caso dare l’avvertimento che il Diavolo è in ogni luogo e che può essere sconfitto con la sola forza della Fede.

Probabilmente questo messaggio era molto più chiaro all’epoca rispetto ai giorni nostri, considerato tutte le teorie esoteriche che circolano a proposito di quest’opera.