Come in una macchina del tempo: la vigna leonardesca

In molti conoscono la casa degli Atellani e il suo legame con il grande maestro di Vinci. Pochi sanno però che fino a novant’anni fa, dietro la facciata del noto palazzo, si conservava pressoché intatta, dopo secoli, la vigna di Leonardo, donatagli da Lodovico il Moro nell’aprile del 1499 per remunerarlo dei suoi servigi, tra cui la creazione del Cenacolo, a lui così tanto cara  da essere citata nel suo testamento e lasciata in eredità al Salaino e a Giovan Batista de’ Vilanis.Un possedimento rettangolare  di quasi 16 pertiche, lungo 160 metri e largo 52 (parliamo di oltre 8.000 mq), che si è conservato nel tempo fino agli anni Venti del ‘900.
Ci sono delle fotografie, scattate da Luca Beltrami nel gennaio del 1920 che ci permettono di risalire all’aspetto che il pergolato sotto cui passeggiava il genio toscano potesse avere, infatti, nel ’43 il vitigno venne quasi totalmente distrutto dall’incendio causato da un bombardamento.
Schermata 02-2457074 alle 10.04.05Schermata 02-2457074 alle 10.03.45Ecco invece come appare oggi il giardino della casa degli Atellani, splendido luogo che ha fortunatamente conservato, come fosse un’eredità della vigna, la sua vocazione verde:
Schermata 02-2457074 alle 10.04.19

Non tutto andò perduto: alcune piante della storica vigna vennero salvate dall’architetto Piero Portaluppi e ora, in occasione di Expo 2015, stanno per essere nuovamente piantate nella loro collocazione originaria, nel giardino della Casa degli Atellani in corso Magenta, non lontano da Santa Maria delle Grazie e dal Cenacolo. Il progetto è curato dall’esperto di vini Luca Maroni in collaborazione con l’università Statale di Milano e Confagricoltura. Il progetto sarà terminato per la fine di febbraio.

 

One thought on “Come in una macchina del tempo: la vigna leonardesca