Il giallo dell’hard a Milano

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Dopo la polemica sulla scultura «fallica» in corso Indipendenza, a indignare i cittadini è un’altra opera dal contenuto erotico.
Da circa un mese infatti c’è una statua posta tra corso Garibaldi e corso Como, affianco ai casini di piazza XXV aprile che ritrae un uomo con in braccio una bambola gonfiabile che sembrano avvolti in uno strato di chellophane.
Con i dovuti distinguo, nell’impianto il gruppo scultoreo potrebbe ricordare anche l’iconografia sacra della Madonna che sorregge il corpo del Cristo morente (sulla falsariga, tra gli altri, della «Pietà» michelangiolesca) oppure, più verosimilmente, l’iconografia del Ratto di Proserpina, tema molto frequentato nel corso della Storia dell’Arte (tra i vari esempi il più famoso è quello di Bernini, che potete osservare qui sotto).
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In seguito al gruppo scultoreo di Gavin Kenyon (di cui vi abbiamo parlato qui) a segnalarla al Comune, con tanto di reportage fotografico, sono stati i residenti.
Nel frattempo, nel giro di pochi giorni la statua è misteriosamente scomparsa. Resta ancora da chiarire se la sua collocazione sia stata autorizzata, o se si tratti invece del blitz di un provocatore.
A Palazzo Marino dicono di non sapere nulla dell’opera, così come niente sa la polizia locale, che ha una sede proprio in piazza XXV Aprile, a  pochissimi passi dal punto in cui il monumento è stato esposto.

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