Sant’Ambrogio e la Colonna del diavolo

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Appena fuori dalla Basilica di Sant’Ambrogio, sul suo lato sinistro, si trova una colonna di epoca romana. Fin qui niente di strano, se non fosse che questa colonna, oltre a essere l’unica presente, ha anche due fori nella sua parte bassa. E cosa potrebbero essere questi fori, se non il segno delle corna di Satanasso in persona? Ragion per cui la colonna è da sempre nota come “Colonna del Diavolo”.

La leggenda vuole che Sant’Ambrogio, Vescovo di Milano nel IV secolo, fosse alle prese con i molteplici tentativi del Diavolo di farlo cadere in tentazione. Esasperato dai suoi continui fallimenti, Satana provò infine a trafiggere il Santo con le corna, mancando però il bersaglio e finendo per conficcarsi nella colonna. Dopo aver provato per lungo tempo a liberarsi, si trasformò in zolfo e scomparve.

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Per questa ragione, secondo la tradizione, avvicinandosi ai fori si sentirebbe odore di zolfo, mentre appoggiandoci sopra l’orecchio si può sentire il rumore dello Stige, il fiume dell’Inferno e, inoltre, infilando le dita al loro interno si attirerebbe la fortuna.
Non solo: la notte prima della domenica di Pasqua, si può vedere un carro, guidato da Satana in persona e diretto negli Inferi, che conduce le anime dei dannati destinate a passare l’eternità all’Inferno. Particolare inquietante: nel quarto secolo la zona dove ora sorge la basilica era un cimitero.

Fin qui la leggenda: la colonna in realtà era usata per l’incoronazione degli imperatori germanici. Per convertirsi al cristianesimo, cosa che avveniva per motivi esclusivamente politici, i sovrani pagani – dopo aver giurato sul messale e indossato la corona di ferro – dovevano abbracciare la colonna a per simboleggiare la loro decisione di abbracciare un’altra religione. Cosa che non piaceva al popolo, che vedeva dietro queste conversioni l’intervento del diavolo in persona. Motivo per cui si iniziò a parlare di quella colonna come “del diavolo”.

di Andrea Signorelli – www.02blog.it

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