Il mistero di S. Ambrogio

Il mistero di S. Ambrogio
Entrando nel cortile della chiesa vi capiterà di notare un dettaglio curioso: sulle mura si trovano quattro sacchiere. Più precisamente una è situata sul nartece, un’altra in facciata tra due colonne, e due sul muro a sinistra appena entrati. Le dimensioni sono tutte diverse: la prima è di sette caselle... Continua »
febbraio 5, 2015

La Candelora a Milano

La Candelora a Milano
Siamo in pieno inverno e in epoca passata si aspettava con ansia la primavera: la tradizione popolare vede nel giorno della Candelora, 2 febbraio, il momento per fare pronostici. Quanto durerà l’inverno? Se il giorno della candelora il tempo è bello… udite udite l’inverno è finito, ma se piove o c’è vento,... Continua »
febbraio 2, 2015

Trattamento reale in Stazione Centrale

Trattamento reale in Stazione Centrale
La stazione di Milano sin dall’origine era stata porgettata per accogliere al meglio migliaia di viaggiatori…per uno in particolare però era stato previsto un trattamento speciale! Di chi parliamo? Del re! Aveva infatti un’entrata personale sul lato sud-est della stazione, precisamente da Piazza Luigi di Savoia 1/26. Disegnato da Ulisse... Continua »
gennaio 26, 2015

Il cenacolo in banca

Il cenacolo in banca
Non tutti sanno che nella sede centrale della Banca Popolare di Milano in piazza Meda è possibile ammirare l’unica riproduzione al mondo de “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci, a dimensione naturale, in grado di illustrare il dipinto com’era antecedentemente al restauro. L’ingresso è libero e gratuito perciò si pone... Continua »
gennaio 20, 2015

Miracolo a Milano

Miracolo a Milano
Abbiamo concluso l’articolo precedente riguardante l’oratorio di San Protasio dicendo che probabilmente è un miracolo che sia ancora in piedi…e in effetti qualcosa di miracoloso in questa chiesa è avvenuto! gli anziani della zona si tramandano la storia che l’affresco della Madonna, coperto per tre volte da una imbiancatura a... Continua »
gennaio 14, 2015

Una chiesa sullo spartitraffico

Incidente del  12-13 gennaio 2013
Se vi è capitato di passare da Via Lorenteggio, a sud-sud ovest della città, sono certa che anche voi vi sareti chiesti cosa ci faccia una chiesetta in mezzo alle corsie automobilistiche.
E’ la “gesetta de lusert”: si tratta di una vecchia chiesetta di campagna frequentata dai contadini della zona per la Santa Messa.
Il nome deriva dal fatto che l’oratorio, rimasto per decenni in disuso, era frequentato solo dalle lucertole che trovavano riparo tra le sue pietre.
La costruzione, edificata tra il IX e XII secolo fuori le mura di Milano e quindi all’epoca in aperta campagna, non è in linea con via Lorenteggio perchè probabilmente lo era con la strada che dalle mura medievali di Milanousciva dalla Pusterla di Sant’Ambrogio e muoveva verso ovest, costeggiando il canale dell’Olona.
La sua bizzarra posizione all’interno di uno spartitraffico è dovuta al fatto che la chiesa rischiò di scomparire negli anni ’50 con l’espansione urbanistica della città.
Quando costruirono la strada a due corsie inizialmente si voleva demolire la chiesa, ma le proteste degli abitanti furono tali da optare per un’altra soluzione: lasciare la chiesetta nello spartitraffico che divide le due corsie della strada.
Il  piccolo “Oratorio di San Protaso al Lorenteggio ”  tutt’oggi resiste stoicamente nello spartitraffico della via Lorenteggio, nonostante auto, scooter ed bus di linea gli sfrecciano accanto in entrambe le direzioni…sembra quasi un miracolo!

 

36 ore a Milano

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Un video di circa sei minuti, che racconta gran parte del bello, dell’emozionante, del caratteristico che c’è a Milano. Il titolo è “36 ore a Milano”.

L’ha pubblicato il New York Times, il 7 gennaio, nella sezione ‘Viaggi’ del proprio portale. Milano viene descritta come una città “bellissima”, che “non si svela al primo sguardo”, ma che ha molto da “far scoprire”. Attraverso brevissime interviste a ristoratori e rappresentanti culturali – si parla di Pavè, del ristorante e store “Taglio”, di Hangar bicocca, delle Gallerie d’Italia, del locale Lambiczoon – si svela la natura più intrigante della città, dal suo gusto per il bello alla connessione stretta tra l’anima italiana e la spinta all’internazionalizzazione.

Tutto questo facendo scorrere scorci e cartoline del centro, da Cairoli a Piazza della Scala, passando per il Duomo alle luci soffuse dei Navigli alla sera.

Non solo quindi i grandi classici intramontabili del capoluogo milanese ma anche la sua anima vera e contemporanea, quella che normalmente un turista fatica a cogliere.

In poche parole:

le cose belle a Milano vanno scoperte, non è certo immediata. Chi dice “a Milano non c’è niente” o è troppo pigro, o non c’è mai stato.

A qusto link l’articolo  e qui invece il video.

L’Hermitage a Milano

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Per la prima volta nella storia il leggendario Museo di San Pietroburgo rivela i suoi segreti in una visita esclusiva. Da palazzo Imperiale a Museo di Stato è una delle più grandi collezioni d’arte al mondo: un viaggio avvincente in un mondo nascosto per immergersi nella storia e scoprire meraviglie indimenticabili.

250 anni dopo la sua fondazione, l’Hermitage festeggia il suo compleanno al cinema. Martedì 14 ottobre 2014, il museo di San Pietroburgo arriva infatti sui grandi schermi per una visita esclusiva attraverso le sue collezioni d’arte, tra le più importanti del mondo, con più di 3 milioni di pezzi conservati.

Nato nel 1764 per opera della zarina Caterina II, che acquistò i primi 225 dipinti della collezione, l’Hermitage fu aperto al pubblico a metà Ottocento, l’epoca dei grandi scrittori russi, Puškin, Gogol, Dostoevskij, Tolstòj e Čechov. È oggi uno dei più vasti ed antichi musei del mondo.

Il tour al cinema guiderà il pubblico alla scoperta di opere e luoghi che hanno fatto la storia, entrando anche in spazi il cui accesso è normalmente negato. Da Rembrandt ai capolavori dell’arte russa, dall’arte preistorica alla collezione di gioielli che furono di Caterina di Russia, dalle opere di Leonardo alle sculture del Canova, da Raffaello a Caravaggio, l’Hermitage è uno scrigno prezioso di tesori che ha visto passare tra le sue sale ricevimenti, momenti storici e rivoluzioni.

A Milano l’evento può essere seguito al The Space Odeon, l’Arcobaleno Filmcenter, all’UCI Bicocca e al cinema Ducale.

Museo del Profumo

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Entrare al Museo del profumo è un’esperienza che non ci si aspetta e rivela un mondo sconosciuto ai più.
E’ come entrare in un’atmosfera fatata, chic e divertente nel contempo. ll Museo del Profumo raccoglie circa 2000 flaconi, opere d’arte, dipinti, stampe, calendarietti ed oggetti che riguardano la profumeria antica e moderna:ci sono flaconi realizzati sul disegno di Salvador Dalì e altri che provengono dalle vetrerie di Murano, fragranze amate da Gabriele D’Annunzio ed essenze rarissime, quasi sconosciute.
Il Museo del profumo di Milano, in via Messina 55, custodisce centinaia e centinaia di essenze, esposte come autentiche opere d’arte. Diretto dall’esperto di profumeria d’epoca Giorgio Dalla Villa, rimane aperto anche in occasione delle festività natalizie e offre quotidianamente la possibilità di prenotare visite guidate. “A condurre i visitatori nel mondo dei profumi è lo stesso Dalla Villa, considerato la massima autorità italiana in questo particolare campo – spiegano dal museo, che è anche un centro culturale di studi sulla profumeria d’epoca e organizza corsi per addetti ai lavori – Ogni giorno, Epifania compresa, sono previsti due tour alle 10 e alle 15, ma gli orari possono variare a seconda delle esigenze di chi prenota”. La prenotazione è obbligatoria al 349.690.1045.

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In questa foto, Elsa Schiaparelli. Le Roy Soleil, 1947, disegno di Salvador Dalì, realizzato in 2.000 esemplari dalle cristallerie Baccarat

Porta Tosa…o meglio tonsa!

10689892_755977364480461_4169568118970721118_nChi di voi ha i nonni milanesi DOC forse ha sentito chiamare l’attuale Porta Vittoria con il vecchio nome di Porta Tosa. Questo termine, che in dialetto meneghino significa ragazza, viene spesso collegato con il fatto che il noto rione milanese aveva un tempo un’alta concentrazione di leggiadre e belle fanciulle, ma la spiegazione etimologica non è affatto questa!

Difatti “tosa qui sta per “tonsa” cioè “rasata”; anticamente , infatti, il corso di porta Vittoria era chiamato “Borgo di Porta Tonsa” per via di un rilievo scultoreo del XII secolo sovrastante la porta stessa fino al 1848 e oggi esposto al Museo di Arte Antica del Castello Sforzesco, che ritrae una bizzarra e impudica figura femminile, immortalata nell’atto di radersi il pube con un rudimentale rasoio. Questa insolita raffigurazione potrebbe rappresentare una pena anticamente inflitta alle adultere e alle prostitute oppure un’usanza di derivazione celtica secondo la quale le donne dovevano mostrare le vulve rasate per scacciare il malocchio.

Non è queste l’unica spiegazione alla strana raffigurazione: si raccontano diverse leggende sul significato di questo bassorilievo. Nel 1162 Milano era assediata dalle truppe di Federico Barbarossa e si dice che una fanciulla, per distrarre i soldati nemici, si mostrò sul balcone con le vesti sollevate nell’atto di radersi.

Secondo un’altra vecchia leggenda, la scultura ritrarrebbe Beatrice di Borgogna, la moglie dell’imperatore Federico Barbarossa, che aveva raso al suolo Milano

Altri raccontano che alcuni cittadini milanesi si recarono a Costantinopoli a chiedere aiuti per ricostruire la città. L’imperatrice di Costantinopoli Leobissa si oppose a concedere gli aiuti. I milanesi, in segno di scherno, la raffigurarono come una prostituta in atto di radersi e la posero sulla porta che più di tutte dava verso Oriente.