Il Tempio della Notte

Il Tempio della Notte
l Parco di Villa Finzi è un parco di Milano, situato a Gorla che ospita uno dei luoghi più misteriosi della città: il Tempio della Notte. Agli inizi dell’Ottocento, la villa, allora in piena campagna, era di proprietà del conte Batthyàny, ungherese, ufficiale degli ussari, che nel 1829 fece costruire... Continua »
febbraio 26, 2015

Burano? No, zona Cinque Giornate

Burano? No, zona Cinque Giornate
Questa foto è stata scattata a Milano. Non a Burano, non a Portobello Road e neppure in un piccolo borgo ligure. La  cosa vi stupisce? Non preoccupatevi: non sono in molti infatti a conoscere questo piccolo quartiere composto di villette multicolore, incredibilmente intatte e curatissime, situato in via Lincoln, nella... Continua »
febbraio 16, 2015

Milano è una giungla

Milano è una giungla
Volete rimanere a bocca aperta dallo stupore? Allora dirigetevi verso via Cappuccini arrivando da corso Venezia e passando sotto il grande arco di via Salvini, cercate il numero 9, con la ringhiera in ferro battuto con le punte dorate in alto. Adesso provate a sbirciare oltre la ringhiera e dietro... Continua »
febbraio 10, 2015

Puffolandia? No, Milano!

Puffolandia? No, Milano!
La chiamano «strada delle case a fungo» o anche «villaggio degli gnomi». Via Lepanto,nel  quartiere della Maggiolina conserva otto abitazioni(erano 13 in origine)  con una forma assai particolare: quella di fungo. Si, avete capito bene: proprio funghi, con gambo e cappello. Avete presente le abitazioni dei puffi? Persino la pittura... Continua »
febbraio 8, 2015

Divieto di ingresso agli adulti: il giardino a misura di bambino!

Divieto di ingresso agli adulti: il giardino a misura di bambino!
A sinistra della Villa Reale di Via Palestro si intravede da un cancello un bellissimo giardino, il giardino della villa Belgiojoso Bonaparte chiamato anche giardino della Villa Comunale o giardino della Villa Reale. Avvicinandosi alla cancellata è leggibile un cartello che recita: “L’ingresso è riservato ai minori di 12 ann... Continua »
febbraio 5, 2015

Il mistero di S. Ambrogio

Entrando nel cortile della chiesa vi capiterà di notare un dettaglio curioso: sulle mura si trovano quattro sacchiere.

Più precisamente una è situata sul nartece, un’altra in facciata tra due colonne, e due sul muro a sinistra appena entrati.
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Le dimensioni sono tutte diverse: la prima è di sette caselle per sette, la seconda di otto per otto e le ultime due rispettivamente di sette per sette e cinque per cinque.

L’ultima probabilmente è la più particolare tra tutte essendo composta da 25 caselle di cui solo 4 bianche.

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Qual è il significato di queste scacchiere? All’epoca il gioco degli scacchi era stato proibito da papa, quindi non era scuramente a scopo ludico, inoltre, trovandosi in verticale, sarebbe impossibile giocarvi.

Che il senso fosse scaramantico?  Alcune ipotesi avanzate a riguardo sono da ritenersisbrigative ed improvvisate. Se così fosse,infatti, si dovrebbero a logica trovare altre scacchiere in gran parte delle chiese, cosa che invece non avviene.

Un’altra teoria, più articolata, ma allo stesso tempo non comprovata, farebbe risalire le scacchiere di sant’Ambrogio ai Crociati e soprattutto ai Templari. Effettivamente pare che nel 1135, durante il suo soggiorno nella canonica di San Lorenzo, Bernardo abbia citato l’Ordine Templare quale esempio di semplicità e di modello per la cristianità; del resto lui ne era stato il legislatore, avendo composto la loro Regola. Secondo alcuni, i Templari stessi erano al seguito di Bernardo al suo arrivo a Milano; la delegazione sarebbe stata accolta in pompa magna e fatta alloggiare nel chiostro del monastero. L’anno seguente si ha notizia di una Mansione Templare (Domus de Templo) in città.

Cosa c’entra dunque la scacchiera con i Templari? Non è una domanda fuori luogo, poichè essa è l’immagine della ‘dualità’, con il bicromatismo di cui è caratterizzata e i Templari avevano adottato un vessillo ufficiale- detto Beauceant- che era bipartito, sopra in bianco e sotto in nero.

Qualunque fosse il senso di questi segni non lo sapremo mai…la chiesa di Sant’Ambrogio continuerà a tenerci sotto scacco!

 

 

 

Conto solo le ore serene

Palazzo Carmagnola (già Broletto Nuovissimo dal 1515 al 1861) è un palazzo quattrocentesco di Milano, proprietà di Francesco Bussone, conte di Carmagnola (1385-1432), nobile a servizio di Filippo Maria Visconti, signore di Milano.

Alla morte del Carmagnola, la proprietà passò alle figlie ma presto, nel 1485 il Palazzo venne confiscato e pervenne alla Camera Ducale. Nel 1494 ne rivendicò la proprietà Lodovico il Moro, il quale lo fece restaurare. Secondo alcune fonti presero parte ai lavori addirittura Bramante e Leonardo il quale potrebbe essere l’artefice di un segreto custodito nel palazzo.
Nel secondo cortile provenendo da via Rovello,infatti, è disegnata sul terreno una particolare meridiana:

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Il testo della meridiana recita: “Horam non numero nisi serenam”  cioè “non conto che le ore serene”.

Questa iscrizione posta sulle meridiane ha doppio senso: lo gnomone, com’è naturale, non può segnare le ore se non con il sole, ossia con il sereno, quindi ci si auspica che anche al padrone della meridiana le ore siano serene.

Il motto è davvero strano da leggere nel brulicante centro del capoluogo ma si spera che serva da monito per tutti coloro che corrono sempre :)

Piccoli inquilini della Galleria

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C’era una volta una vecchina che abitava in uno dei sottotetti della Galleria Vittorio Emanuele. Era nota l’anziana signora, perché dagli abbaini nutriva i colombi e per la sua coppia di gatti neri che girovagava libera sui tetti. Il giorno in cui la vecchina, troppo sola e troppo anziana per continuare a vivere lassù in cima è stata portata via, i mici sono rimasti. Troppo selvatici e troppo diffidenti per lasciarsi catturare. Ma sprezzanti del pericolo e curiosi tanto da avventurarsi più d’una volta attraverso i magazzini nei negozi ospiti della Galleria. E per di più non sterilizzati.

Sono trascorsi almeno tre lustri e oggi, sui tetti della Galleria, vive una colonia di mici tutti neri. I mici della vecchina si sono moltiplicate e ora sono almeno una dozzina. Anche se c’è chi li accudisce, portando loro il cibo ogni giorno.

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Dopo la decisione del comune di concedere parte delle passerelle sul tetto per creare un percorso turistico potrà la colonia convivere con i tetti animati, un ristorante, turisti in passeggiata sulle vette della Galleria?

Una prima risposta arriva proprio dall’imprenditore Alessandro Rosso, che è l’artefice di questa trasformazione e restyling. «Un tetto senza gatti è anonimo – dice -. La colonia deve rimanere qui, mi opporrei se qualcuno avesse un’idea diversa. Anzi, intendo contribuire al loro mantenimento. Lasceremo loro sia lo spazio sia la tranquillità, studieremo le soluzioni ambientali che consentano ai mici di continuare a trovarsi bene».Schermata 01-2457053 alle 15.31.26

La Candelora a Milano

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Siamo in pieno inverno e in epoca passata si aspettava con ansia la primavera: la tradizione popolare vede nel giorno della Candelora, 2 febbraio, il momento per fare pronostici. Quanto durerà l’inverno? Se il giorno della candelora il tempo è bello… udite udite l’inverno è finito, ma se piove o c’è vento, l’inverno ci accompagna ancora per 40 giorni!
Il detto infatti recita così:

“Quando vien la Candelora
de l’inverno semo fora;
ma se piove o tira il vento
de l’inverno semo dentro.”

La tradizione in merito è estremamente ricca e stratificata da nord a sud: dai celti alla Bibbia per capirci! Il 2 febbraio era la data delle celbrazioni in onore di Giunone (la dea Februa -da qui il nome Febbraio-, collegata a riti di purificazione), ed era il passaggio dalla stagione buia a quella della luce per il mondo celtico. Il 2 febbraio è  per la Chiesa il giorno della presentazione di Gesù al Tempio che, come richiedeva la tradizione ebraica, è ricordata 40 giorni dopo la nascita. La data corrisponde anche alla festa delle candele: in ricordo di Cristo come “luce del mondo”.

In tutto questo il Duomo che cosa c’entra? Il giorno del 2 febbraio veniva portata in processione dal Duomo a S. Maria Beltrade (una chiesa oggi distrutta) la cosiddetta Madonna dell’Idea, una bellissima tavola dipinta sul recto e sul verso opera di Michelino da Besozzo dell’inizio del ‘400. Sul fronte si vede la Madonna in trono, sul verso la Presentazione al Tempio appunto! Milano ricorda la processione della Madonna dell’Idea anche in un bassorielivo, straordinario documento di storia cittadina conservato al Castello Sforzesco, dove è possibile ricoscere la tavola del Duomo portata in processione dai milanesi.

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Trattamento reale in Stazione Centrale

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La stazione di Milano sin dall’origine era stata porgettata per accogliere al meglio migliaia di viaggiatori…per uno in particolare però era stato previsto un trattamento speciale! Di chi parliamo? Del re!
Aveva infatti un’entrata personale sul lato sud-est della stazione, precisamente da Piazza Luigi di Savoia 1/26.

Disegnato da Ulisse Stacchini nel 1931 l’ambiente esiste ancora e si chiama atrio reale o sala delle armi per via dei bassorilievi che rappresentano proprio scene e metodi di guerra dell’epoca; la sala aveva la funzione di accogliere la famiglia reale durante l’attesa precedente alla partenza, prevedeva addirittura che il re e la regine potessero sostare separatamente, ognuno con i proprio collaboratori prima di salire a bordo del treno reale,sul binario 21, al quale si accedeva direttamente attraverso le porte a vetri del salone.

Percorrendo pavimenti intarsiati attraverso un corridoio di arredi, mosaici e decorazioni marmoree si respira un’aria antica, surreale, un luogo che anche emotivamente contrasta con il frenetico movimento delle migliaia di passeggeri quotidiani che transitano nella stazione di Milano Centrale.

Sono infatti tutt’ora presenti decorazioni lussuose originarie in stile impero degli anni trenta: fontane in marmo rosso, lampadari di design, poltrone dallo schienale lunghissimo come dettava la moda di quegli anni, pavimenti di legno intarsiato.

Proprio questi ultimi sono oggetto di un’ulteriore curiosità: uno dei motivi decorativi è la svastica, forse in previsione dell’accoglienza di Hitler che però non passò mai per questa sala.

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La parte più interessente però probabilmente è il bagno: dietro lo specchio si nasconde infatti una via di fuga in caso di emergenza.

 

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