Il Tempio della Notte

Il Tempio della Notte
l Parco di Villa Finzi è un parco di Milano, situato a Gorla che ospita uno dei luoghi più misteriosi della città: il Tempio della Notte. Agli inizi dell’Ottocento, la villa, allora in piena campagna, era di proprietà del conte Batthyàny, ungherese, ufficiale degli ussari, che nel 1829 fece costruire... Continua »
febbraio 26, 2015

Milano come Hollywood

Milano come Hollywood
Quando si dice Walk of Fame si pensa subito a Hollywood, distretto di Los Angeles che è diventato un’icona del cinema americano e non solo.Ma forse in pochi sanno che anche Milano possiede la Walk of Fame. Poca gente però ne conosce l’esistenza, pur essendo localizzata in una zona centrale... Continua »
febbraio 22, 2015

Il campanile imprigionato

Il campanile imprigionato
Di solito sono i prigionieri ad essere rinchiusi nelle torri, non le torri ad essere prigioniere…ma a Milano si sa, tutto può sucedere ed è così che, recandosi al numero 9 di via Giannone potrete trovare il campanile di un’antica chiesa letteralmente imprigionato all’interno di un condominio. Se siete già... Continua »
febbraio 19, 2015

Un salto a Pechino in giornata

Un salto a Pechino in giornata
Il Capodanno cinese è una scenografica festività che vede danze, canti, lanterne e dragoni dispiegarsi per celebrare l’arrivo del nuovo anno, solitamente nel periodo di febbraio, svariate settimane dopo il capodanno occidentale. Per assistere a queste celebrazioni però non per forza bisogna prendere un aereo e andare a Pechino: da... Continua »
febbraio 19, 2015

Burano? No, zona Cinque Giornate

Burano? No, zona Cinque Giornate
Questa foto è stata scattata a Milano. Non a Burano, non a Portobello Road e neppure in un piccolo borgo ligure. La  cosa vi stupisce? Non preoccupatevi: non sono in molti infatti a conoscere questo piccolo quartiere composto di villette multicolore, incredibilmente intatte e curatissime, situato in via Lincoln, nella... Continua »
febbraio 16, 2015

Il platano dell’impiccato

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A Milano esistevano vari luoghi deputati alle esecuzioni capitali. Per la ‘gente comune’ veniva utilizzata piazza Vetra mentre per i nobili (a cui era riservata la decapitazione e non l’impiccagione) il luogo deputato era piazza Mercanti.

Infine, tutta la zona occupata dall’attuale corso Lodi, era utilizzata come fossa comune di banditi e ladri condannati a morte. I loro corpi impiccati, come monito, venivano lasciati per alcuni giorni a penzolare sugli alberi per poi essere seppelliti in una fossa comune. Negli anni ’70 sono stati piantati nuovi platani per abbellire la zona, ma sembra che la memoria dell’antico passato voglia tornare alla luce. Una leggenda metropolitana afferma infatti che uno diq uesti alberi abbia assunto forme particolari simili ai volti ed ai corpi straziati degli impiccati che non vogliono essere dimenticati, come se una forza misterios lo stesse torcendo da dentro.

Scettici? Una capatina in Corso Lodi tra il civico 75 e 78 potrebbe risolvere i vostri dubbi!

Milano è una giungla

Volete rimanere a bocca aperta dallo stupore? Allora dirigetevi verso via Cappuccini arrivando da corso Venezia e passando sotto il grande arco di via Salvini, cercate il numero 9, con la ringhiera in ferro battuto con le punte dorate in alto. Adesso provate a sbirciare oltre la ringhiera e dietro la siepe. No, non è un’allucinazione, quello è davvero uno stormo di fenicotteri rosa!

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La villa in questione appartine alla famiglia Invernizzi ( si, proprio l’Invernizzi del formaggino Mio).

«A Villa Invernizzi sono presenti animali di due specie, fenicottero rosa o maggiore ( Phoenicopterus roseum ) e fenicottero cileno ( Phoenicopterus chilensis ) – spiega Lorenzo Crosta, medico veterinario che da oltre vent’anni si occupa di loro.

Questi esemplari sono tutti nati in cattività da esemplari portati nel nostro paese dal Cile e dall’Africa prima del 1980, data in cui l’Italia aderì alla convenzione che tutela gli animali esotici e le specie a rischio d’estinzione. Questi fenicotteri addirittura riproducendosi, dimostrano di stare benissimo nel micro cosmo creato dal cavalier Invernizzi benissimo,  tanto che diversi anni fà, dopo una nidificazione inaspettatamente copiosa, parte dello stormo fu affidato  al parco Zoo di Punta Verde a Lignano.

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Nella comunità di Villa Invernizzi ci sono esemplari di addirittura 25 anni. Di loro si occupa un custode che prepara ogni giorno un pastone perfettamente equilibrato: «Vitamine e crostacei sono indispensabili anche per il pigmento rosa delle piume» precisa il dottor Crosta.

La villa non è aperta al pubblico, ma i fenicotteri si possono comunque  intravedere attraverso le inferiate del cancello.

Forse è proprio vero che…Milano è una giungla!

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Zucche o igloo?

Non serve che nevichi per vedere gli igloo a Milano. Anche col sole d’agosto basta percorrere i pochi metri che separano Cassina de’ Pomm, dove finisce il Naviglio della Martesana, con via Lepanto per passeggiare tra le caratteristiche casette dove vivono gli Inuit.

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Per una bella panoramica della zona basta percorrere da via Melchiorre Gioia, dove finisce il Naviglio la via Tarvisio e salire sul ponte che scavalca la ferrovia. Da qui sopra, guardando verso piazza Carbonari, sulla destra si notano delle piccole cupole rosse nascoste tra gli altri palazzi. Sono loro le casette a igloo, chiamate anche “case a zucca” per la copertura rossa del tetto.

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L’architetto Mario Cavallé per realizzare queste case (e le precedenti a forma di fungo, ora demolite di cui si è parlato nel precedente articolo) sembra che utilizzò delle “casseforme gonfiabili” (tipo camera d’aria) per riuscire a gettare in cemento armato le strutture a semisfera

A quel tempo l’architettura era molto tesa a trovare soluzioni minimali e innovative per rendere più confortevoli spazi piccoli dedicati alla classe operaia. L’interno infatti non si può certo definire spazioso. Eppure, a suo modo, Cavallè divise lo spazio interno di circa 45 metri quadrati in modo ancora oggi funzionale: due livelli, uno seminterrato a cui si accede dall’esterno, l’altro a livello strada composto da ingresso, mini bagno, cucina con soggiorno e camera da letto

Oggi delle 12 case originarie ne sopravvivono solo 8, di cui una con ingresso in via Stefini, per amore dei fotografi. Le altre, attorniate dal loro piccolo giardino, quasi non si notano più dietro agli alberi ormai più alti dei loro tetti.

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Puffolandia? No, Milano!

La chiamano «strada delle case a fungo» o anche «villaggio degli gnomi». Via Lepanto,nel  quartiere della Maggiolina conserva otto abitazioni(erano 13 in origine)  con una forma assai particolare: quella di fungo.

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Si, avete capito bene: proprio funghi, con gambo e cappello. Avete presente le abitazioni dei puffi? Persino la pittura era identica, e riprendeva i colori dell’Amanita Muscaria: un fungo tanto simpatico quanto velenoso, distinguibile per la testa rossa a pois bianchi.

Le progettò l’ architetto Mario Cavallè, nel 1946. Il loro diametro misura  7,5 metri e l’altezza è di poco superiore ai tre metri, con un’ estensione di 45 mq. Queste case erano strutturate al loro interno in uno o più vani, e tutte con un secondo livello che funge da cantina e circondate da un piccolo giardino che dava davvero l’impressione della dimora di una creatura dei boschi. Al di là di tutto, ci si chiede come i proprietari abbiano adattato la sistemazione dei mobili alle pareti ricurve.

“Una casetta piccola e accogliente, a forma di sogno, che fa sorridere e provare un po’ di invidia a chi ci passa di fronte” così è stata descritta la casa al numero 9 di via Lepanto, quella nel miglior stato di connservazione del complesso.

Purtroppo i veri e propri funghi, in realtà, non ci sono più, vennero infatti demolite negli anni ’60 per decisione dello stesso figlio di Cavallè. Esistono nella zona altre case di forma tonda sempre di paternità dello stesso architetto, ve ne parleremo in un prossimo articolo.
Per vederne alcune con la stessa forma, ma con i colori e le decorazioni non originali potete recarvi in Via Donizetti, 18 a Novate Milanese, lì troverete degli esemplari simili.

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Divieto di ingresso agli adulti: il giardino a misura di bambino!

A sinistra della Villa Reale di Via Palestro si intravede da un cancello un bellissimo giardino, il giardino della villa Belgiojoso Bonaparte chiamato anche giardino della Villa Comunale o giardino della Villa Reale.
Avvicinandosi alla cancellata è leggibile un cartello che recita: “L’ingresso è riservato ai minori di 12 ann accompagnati da una persona adulta”.

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Sembra una barzelletta, invece è tutto vero: questo lugo è stato dedicato dal comune di Milano ai bambini e gli adulti, per una volta, possono entrare solo se accompagnati!

Il giardino è uno dei primi esempi di giardini “all’inglese” realizzati a Milano su commissione del conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso, figura di spicco della nobiltà milanese e della corte asburgica, e su progetto dell’architetto viennese Leopold Pollack, allievo del Piermarini.

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Il giardino, secondo i canoni dello stile paesaggistico, ha un impianto compositivo asimmetrico e sottolinea il trionfo della linea curva su quella retta.

Il suo punto forte è il laghetto, abitato da carpe, tartarughe, papere e ninfee.

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Inoltratevi sul ponticello fino a spingervi sotto il patio a cupola, vi sentirete davvero proiettati in un luogo della letteratura romantica!

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Potete scoprire come godere al meglio di un giro in questo parco insieme ai vostri bambini sulla pagina di ManoxMano